A digital journey into the classic                                                                         

 

Quando penso al classico penso alla mia infanzia, i viaggi da bambino a Roma, i libri di storia, i modelli da copiare alla scuola d’arte.  I corpi solidi di marmo, i volti sono  sempre stati presenze familiari e rassicuranti .  Col tempo ho perso i riferimenti storici, le sculture dei personaggi hanno perso la loro identità mantenendo però inalterata la loro presenza come immagini nella mia memoria visiva. Questo archivio della bellezza classica rappresenta un patrimonio ingombrante per chi, come me, non ricerca più equilibrio e  perfezione di forme. In questa serie di immagini  ho dato provocatoriamente forma a delle sculture virtuali, che mantengono una forte fisicità, al punto che sembrano fotografie realistiche di sculture vere e proprie piuttosto che delle fotografie manipolate. Queste sculture virtuali acquistano una nuova identità rispetto gli originali, come distinti ed autonomi ibridi in qualche modo così coerenti che mi fanno dimenticare l’intento provocatorio iniziale.

 

May-Sept 2019